Perché il Festival | Festival dell'Innovazione Scolastica

Festival dell’Innovazione Scolastica

Incontrare e condividere esperienze per una scuola nuova

 

 

…e quindi uscimmo a riveder le stelle.

 

Nel corso dell’ultimo anno la scuola è tornata con forza al centro dell’attenzione. Assieme alle questioni organizzative legate all’emergenza della pandemia, forse per la prima volta da vari decenni, sono emerse delle riflessioni sul suo ruolo come elemento decisivo per la crescita delle nuove generazioni. Ruolo tanto più urgente quanto più va emergendo il disagio proprio di una generazione di ragazzi spesso intrappolati nella solitudine e prigionieri di un mondo virtuale. Già fragili per un sempre più diffuso malessere sociale, spesso in balia di nuovi modelli comunicativi (like, social, ecc.), costretti per mesi e mesi alle lezioni su tablet o smartphone, si sono trovati a soffrire una improvvisa e prolungata privazione delle normali relazioni scolastiche, personali e sociali.

 

Se la pandemia ha gravemente ferito la scuola, allo stesso tempo ha provocato la crescita della coscienza che su di essa poggia e si sviluppa l’intero corpo sociale non solo come luogo di trasmissione della conoscenza ma anche e soprattutto come teatro del dialogo civile ed elemento decisivo per la crescita delle nuove generazioni.

 

Due anni scolastici segnati dalla Didattica a Distanza impongono una riflessione sul corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e multimediali, nonché sul ruolo dei docenti, intesi non solo come esperti delle diverse discipline, ma come maestri, capaci di suscitare curiosità e passione per il sapere e il saper fare.

 

A fronte di tante difficoltà organizzative ereditate da decenni di inefficienze, e di un sistema di apprendimento troppo spesso rimasto ancorato al modello in voga già negli anni Sessanta – lezioni frontali, studio, compiti a casa, interrogazioni, voti – nelle scuole italiane vi è un pullulare di nuove forme di ‘fare scuola’ promosse da docenti e dirigenti che quotidianamente sperimentano e realizzano innovazioni a livello di metodologie didattiche, iniziative interdisciplinari, metodi di valutazione, utilizzo di strumenti tecnologici, collegamenti con il mondo delle aziende, ecc.

 

 

Perché il Festival

 

Il Festival nasce innanzitutto dal desiderio di condividere non tanto analisi, progetti, prospettive di riforma o altro, quanto esperienze positive, cresciute e sperimentate dal basso, nate nei concreti contesti scolastici e per questo motivo spesso salutate con entusiasmo da allievi e famiglie.

 

Tali esperienze sottopongono a un vaglio critico dinamiche date finora per scontate (schema classe, struttura dell’ora di lezione, layout dell’aula, forma e disposizione dei banchi e delle cattedre) e costituiscono un contributo allo sviluppo qualitativo della scuola.

 

Il Festival vuol essere una occasione di incontro tra dirigenti e insegnanti di ogni ordine e grado, che stanno già provando nuove strade mettendo in atto innovazioni coraggiose, a volte pioneristiche, attraverso strategie inedite per ripensare la scuola in modo efficace e creativo.

 

Si tratta allora di… hackerare la scuola (da Treccani, aumentare i gradi di libertà di un sistema chiuso e insegnare ad altri come mantenerlo libero ed efficiente) e  dare voce alla scuola e a chi opera sul campo, a chi, lavorando con passione e dedizione, ha sperimentato nuovi metodi di insegnamento.

Perché a Valdobbiadene

Fino a qualche tempo fa, un evento come il Festival dell’Innovazione Scolastica sarebbe stato certamente organizzato in una grande città come Bologna e/o Milano. Oggi, complice la pandemia, l’evento non può che essere ospitato in luoghi meno affollati, e tuttavia facilmente raggiungibili, oltre che accoglienti e stimolanti.

Valdobbiadene è conosciuta nel mondo come una terra vocata al vino, celeberrima per il suo prodotto principe, il Prosecco Superiore, e per l’incanto delle sue colline, recentemente riconosciute dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Ma non solo. Valdobbiadene rappresenta un contesto ricco di cultura, che ha dato i natali a numerosi personaggi quali il poeta Venanzio Fortunato, ultimo grande poeta latino e biografo di San Martino di Tours, Ugo Angelo Canello, padre della filologia romanza, Giovanni Follador, matematico e gnomonicista, Renato Pampanini, botanico ed ecologista ante litteram e Fortunato Boghetto, fisico ed inventore del motore a policarburante.

Per tutto questo Valdobbiadene si propone, in occasione del Festival, di ospitare dirigenti e docenti da tutta Italia.